La rielezione silenziosa

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Carlo Tavecchio è stato rieletto alla presidenza della FIGC, impensabile solo 30 mesi fa. Cosa è successo nel frattempo? Cosa aspettarci nel futuro?

Era due anni e mezzo fa, non una vita. Nervi a fior di pelle, urla, l’idea di una rissa incombente e Carlo Tavecchio eletto presidente della Figc a dispetto di Opti Pobà, le banane, le donne handicappate, i discutibili appoggi e un’idea di calcio e di rappresentazione delle istituzioni che non corrispondeva alla richiesta di cambiamento che arriva dal basso.

Si pensava: comunque una spinta verso il nuovo c’è, si sta creando un movimento, il calcio ha capito e alla fine del mandato del democristiano di lungo corso appena eletto qualcosa accadrà. Erano giorni di forte polemica, ma drammaticamente vivi: c’era tensione e un confronto su due modi ideali di intendere il calcio. Non era fortissimo il candidato schierato contro Tavecchio (Albertini) infatti l’elezione fu senza sorprese. Ma sarebbe stata una questione di tempo, si pensava. Si trattava di aspettare trenta mesi, sei dei quali peraltro il presidente della Federcalcio li aveva vissuti senza poter mettere piede nelle stanze del pallone europeo e mondiale perché squalificato per le frasi razziste.

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