Il professor Ferratti

L’Italia che sta bene è un suo vanto, quella con gli acciacchi una sua responsabilità: abbiamo incontrato il responsabile dell’intera area medica azzurra.

Vedi Andrea Ferretti e lo immagini in tuta, sul campo. Accanto a un commissario tecnico, con la Nazionale che gioca. Invece stavolta no. Figc di via Allegri, Roma. Interno giorno. Ferretti è decisamente più elegante. Alto come può essere alto un giocatore di pallavolo (campione d’Italia da giocatore con l’Ariccia nel 1975 e da allenatore con la Federlazio due anni dopo), ma per fortuna si siede dietro la scrivania. La scrivania non è solo un elemento d’arredo, adesso è il suo ruolo. Dirigenziale, se è concessa l’anomalia. Rimane medico, ma da quando la Federcalcio ha ristrutturato il Club Italia il suo posto è lì. Responsabile dell’intera area medica, il capo di tutti quelli che in tuta sono accanto ai commissari tecnici di ogni Nazionale azzurra. Governa quasi sessanta persone, tra medici e fisioterapisti di diciannove squadre diverse.

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