Che tristezza il report della Figc

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Il nuovo report della Federazione italiana non regala grande ottimismo.

Siccome non è il caso di coltivare illusioni, la grigia situazione del calcio italiano è scritta praticamente tutta nella premessa del Report 2016 della Figc: l’unico aspetto che ha prodotto una trasformazione nel sistema sono stati i diritti tv. Hanno superato il miliardo di euro, rappresentano il 58 per cento dei ricavi delle società di serie A (contro una media europea del 41 per cento) ma «vista la loro attuale contribuzione, difficile pensare che possano continuare ad essere un fattore di crescita nei prossimi esercizi». Più semplice: per i prossimi anni la cifra non aumenterà, forse adesso è al massimo. Il resto è un mondo in cui i ricavi crescono pochissimo, non si riescono a contenere i costi, gli azionisti non mettono più capitali, l’indebitamento non si riduce e «l’intervento di nuovi investitori è pertanto improrogabile». O ci invadono, oppure il calcio italiano non ha ancora terminato il suo declino e rischia di essere masticato dai debiti. Si parla di «nuovi investitori globali» come una salvezza, anche se finora di stranieri pronti a spendere nel nostro calcio abbiamo solo sentito generiche nazionalità senza che mai un nome fosse noto o tenesse lontana la puzza di bluff, senza mai un patrimonio certo o una trattativa durata il tempo più lungo di una passeggiata in centro con annessa risata collettiva (a meno che non spunti – ad esempio – qualcuno ancora convinto che sia questione di ore il closing di mr Bee con il Milan).

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